Basta divisioni. Intervista a Renato Chisso
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Federalismo a geometria variabile. Un passaggio verso l’autonomia piena che si sta cercando di completare. Del federalismo diversificato, fa parte anche la quasi piena responsabilità delle Regioni nella realizzazione di grandi opere. Sancita nella manovra Monti e che conferma il coinvolgimento del capitale privato. Strumento poco gradito alla Lega. Ma «utile in tempi di crisi», rilancia Renato Chisso assessore veneto ai Trasporti. Lui c’era, quando governatore era Giancarlo Galan. E c’é anche ora che governa il leghista Luca Zaia. All’inizio erano fuochi e fiamme tra Lega e Pdl…
Renato Chisso, un anno e mezzo dell’era Zaia. È superata la reciproca diffidenza Pdl-Lega, dell’inizio di legislatura?
«Andiamo avanti col lavoro già impostato nelle passate legislature. Zaia ha riconosciuto quanto fatto, lo ha condiviso e ha imposto l’avanti tutta».
Basta col braccio di ferro per dimostrare chi è più bravo?
«Sono certo, e il presidente concorda, che i veneti chiedono certezze da chi amministra. E non sono interessati alle baruffe su ragionamenti vacui».
Ma tra Pdl e Lega…
«Ci sono tensioni continue. Ma piuttosto che abbaiare alla Luna preferisco discutere sulle cose da fare per i veneti».
Lei è stato l’uomo delle due stagioni, di Galan e Zaia. Cosa c’é di diverso?
«Difficoltà iniziale a parte, ora con Zaia si lavora bene».
Però, politicamente nel Pdl cresce l’insofferenza nei confronti dell’alleato padano.
«Da fastidio l’arroganza di certi leghisti, che dove comandano ci considerano un nulla. Non hanno ancora capito che insieme si può governare».
Eppure la Lega continua a sospettare per il frequente ricorso al project financing. Anche Zaia non era molto favorevole, s’è ricreduto?
«Lui non era contrario, piuttosto il suo partito. In tempi di ristrettezza economica il “project” è l’unica strada per recuperare terreno. In Zaia ho trovato un fortissimo alleato».
I due responsabili del Pdl veneto, il coordinatore Giorgetti e il vice Zorzato, danno il partito in crescita.
«Se il Pdl resta quello della concretezza, delle certezze da dare alla nostra gente credo che siamo in buona salute».
Si dice che l’elettorato medio si senta tradito dalla mancata concretizzazione delle parole d’ordine della Lega come il federalismo fiscale.
«Così, possiamo rafforzarci nell’area di centro».
Almeno il federalismo stradale ha funzionato. Al punto che Passante e Pedemontana sono frutto della potestà regionale.
«Ora c’é la novità della fiscalità di vantaggio. Era prevista nel decreto sviluppo (mai approvato) di Berlusconi; Monti l’ha inserita nel “Salva-Italia”. Parliamo del project financing: un privato che partecipa alla realizzazione di un’opera che prevede la partecipazione finanziaria dello Stato, ha in cambio la defiscalizzazione sull’investimento del valore pari al fondo statale».
Modello per la Pedemontana?
«Può essere richiesto per qualunque opera che prevede quota di finanziamento statale».
Si può provare anche per il trasporto ferroviario?
«Finora era impossibile, nonostante gli industriali veneti abbiano iniziato a pensarci. Adesso vale la pena procedere in prospettiva dell’alta velocità Brescia-Verona-Padova, da estendere da Mestre a Trieste appena definito il tracciato».
Politica del fare, a cui lei si richiama da anni. Nei saluti di Natale Zaia ha annunciato altre novità per le infrastrutture.
«La pietra miliare è il Piano regionale Trasporti del 1989, sempre attuale: il Passante è terminato; il lotto 29 della A-28 Sacile-Conegliano è completo; procedono i lavori sulla Valdastico Sud; sono avviti i lavori della terza corsia della A-4 da Mestre a Trieste; si sono aperti i cantieri della Pedemontana; è stata avviata la seconda gara sulla Nogara-Mare; è stata accolto il “project” per la Valsugana».
Valsugana, chilometri di proteste. Non è superflua?
«In questo caso è venuta fuori la determinazione di Zaia per andare avanti. Superflua? Sì, se guardiamo con le lenti di oggi. Ma nel 2015-2016 a Pedemontana completa, ci sarà il casello di Bassano e il traffico merci per andare al Brennero, anziché fare Bassano-Thiene-Montebello-A4-Verona-Brennero, troverà conveniente uscire a Bassano imboccare la Valsugana e incrociare la Brennero dopo Trento».
Ferrovie, nota dolente. Forse è ora di staccare la spina a Trenitalia fornitrice di un servizio pendolari da terzo mondo?
«Continueremo ad incalzare Trenitalia; nel 2014 scade l’attuale contratto di servizio, in quell’occasione capiremo se potremo fare una gara vera che finora non c’è stata per mancanza di concorrenti».
In pista c’é Ntv di Montezemolo, che si propone, oltre che per l’alta velocità, anche per il trasporto ferroviario locale.
«Ben venga, è importante mantenere l’italianità del servizio: non possiamo svendere ai tedeschi. Intanto, dal maggio prossimo inizia la fornitura (si completerà in 15 mesi) di 23 nuovi convogli da 400-80 posti, 200 milioni pagati dalla Regione».
Intervista a cura di Giorgio Gasco – Il Gazzettino 29 dicembre 2011
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