RENATO CHISSO
Nato in una famiglia d’estrazione proletaria, entrambi i genitori sono operai, fin da giovane è costretto ad abbinare gli studi al lavoro. Diplomatosi nel 1974, è assunto alla Cassa di Risparmio di Venezia. Il lavoro gli permette di approfondire la conoscenza del territorio veneziano, in particolare di Favaro Veneto dove risiede stabilmente dopo aver lasciato Quarto d’Altino.
Nel 1976 si iscrive al PSI e milita fin da subito nell’area lombardiana capeggiata aVenezia da GianniDeMichelis. La corrente lombardiana negli anni Settanta e Ottanta è in forte ascesa: i componenti più importanti sono Fabrizio Ferrari, Nereo Laroni, Fulgenzio Livieri, Renato Nardi. Un anno importante è il 1985 quando Nereo Laroni nelle elezioni amministrative riesce a sopravanzare l’eterno antagonista nel PSI, MarioRigo, nel numero di preferenze diventando Sindaco.
Nel frattempo Chisso continua la sua attività politica a Favaro Veneto diventando consigliere di quartiere nel 1985 e per un breve periodo Presidente dello stesso. Chisso fin da subito si caratterizza per un’attenzione alla sfera amministrativa; come consigliere di quartiere il suo impegno si focalizza sul funzionamento del distretto sanitario, sull’organizzazione del mercato rionale e sulle questioni viabilistiche in una zona che negli anni Ottanta è investita da profonde trasformazioni per la vicinanza dell’aeroporto Marco Polo.
Eletto in consiglio comunale al primo tentativo nel 1990 (quarto degli eletti nel PSI) diventa Assessore nella giunta di UgoBergamo. La giunta Bergamo può contare su una maggioranza molto risicata, un solo voto garantito peraltro da Luigi Bosello eletto nelle fila di DP. Confermato nella II giunta Bergamo questa può avvalersi di una maggioranza numerica più solida per la nascita del gruppo consiliare Unità riformista composto da 5 consiglieri (Fabio Amadi, Danilo Bustreo, Bianca Mario Fiorillo, Guido Moriotto, Roberto Priarolo) che lasciano il neonato PDS nato dalle ceneri del gruppo consiliare Il Ponte-PCI.
Ma la Giunta se numericamente rafforzata è politicamente sempre più debole anche per il quadro politico nazionale scosso dalla vicenda di Tangentopoli. Come Assessore si impegna in particolar modo per rilanciare il servizio Informagiovani e nelle politiche abitative dove trova una situazione difficile con oltre 2.000 persone colpite da sfratti esecutivi e costrette a vivere in albergo. Confermato consigliere nel 1993 siede tra i banchi dell’opposizione e aderisce a Forza Italia non appena questa viene fondata (1994).
Nel 1995 è eletto consigliere regionale dove diventa vicecapogruppo di FI e presidente della Commissione trasporti e urbanistica. Riconfermato nel 2000 con oltre 8.000 preferenze diventa Assessore, incarico che ricopre tutt’oggi; nelle ultime elezioni regionali è stato rieletto in consiglio con 21.915 preferenze, eletto nelle fila del PDL al quale aderisce nel 2008. Come Assessore è impegnato in particolare nel campo dei trasporti e nella costruzione di infrastrutture ad essi collegati. In particolare si segnalano il Passante di Mestre, la Pedemontana, la Valdastico sud, il sistema ferroviario metropolitano regionale.